L’importanza di sognare l’altro

Danilo Dolci scriveva queste parole per descrivere il lavoro educativo.

Amo profondamente questa poesia perché descrive uno degli elementi principali, forse l’elemento base dell’educazione.

Ciascuno cresce solo se sognato… significa che la relazione educativa nasce da un sogno! L’educatore infatti deve avere la capacità di guardare oltre, di non fermarsi a come la persona è in quel momento.

L’educatore deve avere la capacità di guardare in prospettiva, capire come quella persona potrà diventare, sognarla e farla sentire sognata.

Pensate al percorso di vita di ciascuno di noi. Fin dai primi anni di vita abbiamo qualcuno crede in noi, quando stiamo ancora gattonando ad esempio, e piano piano proviamo a tirarci su attaccandoci qua e là. Siamo forse da soli in questo momento? No, c’è qualcuno di fronte a noi che è lì, ci guarda, magari ci aiuta, ma soprattutto ci incoraggia, ci ripete che possiamo farcela! O ancora da più grandi, quando ci si scontra con i primi insuccessi scolastici, c’è sempre un insegnante pronto a credere in quello studente più dello studente stesso, e forse è anche grazie a quell’insegnante, e a quel suo modo di fare così severo, che quello studente riuscirà a superare quell’esame, a capire quell’argomento o a risolvere quell’equazione.

Ecco, l’essenza del lavoro educativo è proprio questa. Avere la capacità di sognare l’altro come ancora non è.

E voi vi siete mai sentiti sognati?

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